Il buon tempo fugge. Passa e non passa.
Vola. Nessuno lo può fermare.
Tempo si allunga e si accorcia, a volte viene preso e a volte viene perso.

Ad alcuni cura, ad altri danneggia, per alcuni scorre, per altri stringe... e si ferma.
— Sarei un po’ di fretta...

— ...Su fai veloce, ho i secondi contati...

— Mi chiedi di CONSUMO? Davveo?
Così mi perdi...

— Touché. No, non mi piace mi sta sempre appresso.

— Beh si, gli do corda.

— Non sono schiavo di nessuno.

— ...Devo andare...
Strapiombo.
Almeno, io l’ho incontrato qui. Vaga molto. Non sta mai fermo.
tempo tasto
La sua forma è ispirata ad un insetto non definito, un incrocio tra un bruco, simbolo del divenire / del cambiamento e una zanzara, un fastidio persistente, che vola e ronza attorno.
Dodici “braccia”, costole, che nell’immaginario alludono ai concetti di vita e morte; le costole sono simbolo di creazione e del corpo vivo - ma la visibilità del costato, la scavatura della pelle, richiamano allo scheletro, al deterioramento.
La parte alta, la testa, è pensata per ricordare un pendolo e le spunte che animano la forma a mezzaluna rovesciata, si rifanno all'effettiva etimologia di tempo - temno, dal greco dividere / tagliare

Ci sono anche moltissimi modi di dire che giocano col tempo, giochi di parole, detti.
Tutte cose che contribuiscono a creare un personaggio con dei tratti di personalità particolari.
L’astratto che si concretizza.
Generalmente considerato incomprensibile, vicino e distante allo stesso tempo.