E’ forse la figura più grottesca, almeno a livello estetico, una combinazione certamente disturbante: una grossa testa sferica con un volto doppio, ispirata all’illusione ottica “topsy turvy”; al primo sguardo pare un volto normale ammiccante, visto alla prospettiva inversa appare un volto imbronciato, un volto “nascosto”. Creando un’ambiguità nel suo mostrarsi al prossimo, non capendo la natura vera dei suoi intenti.
Il suo corpo da satiro è il lato animale dell’uomo, l’agire per istinti primordiali, di eccesso incontrollato, di lussuria. Sfoga i suoi pensieri in modo anomalo.
La sua forma tondeggiante lo fa risultare ingombrante, ma lo rende anche molto di spicco all’occhio, richiama subito l’attenzione.
Ego, ossia “io”, è la consapevolezza di esistere, la coscienza. Il suo riconoscersi come esistente è definito dal suo incontro nell’altro, quest’ultimo diventa quindi volto, tassello per il proprio ego. Ma quando il riconoscimento smette di essere reciproco e diventa solo specchio delle proprie credenze, Ego comincia ad ingozzarsi di miseria, errori e di modi altrui, che lo convincono di una sua qualche centralità nell’agire altrui.
E’ convinto del suo tatto, è cieco e sordo.